Corso: Rischio Atmosfere Esplosive ATEX. Le novità recenti, i metodi e le applicazioni (Bologna, 23/2/2018)

Presentazione

Gli ultimi anni sono stati particolarmente ricchi di novità in tema di sicurezza ATEX. Il riferimento è alle sostanziali modifiche delle metodologie di classificazione delle zone a rischio di esplosione per presenza di gas e vapori infiammabili, all’introduzione della regola tecnica verticale di prevenzione incendi RTV.2, afferente alla valutazione del rischio dovuto ad atmosfere esplosive in attività soggette a controllo dei VVF, alla modifica dei criteri di progettazione delle strutture resistenti ad esplosione nonché ad innovazioni in tema di valutazione degli inneschi. Si citano, a quest’ultimo riguardo:

  • lo studio multinazionale MECHEX, conclusosi nel 2007, che ha portato all’elaborazione dei nuovi standard di valutazione del rischio di innesco meccanico (EN ISO 80079-36/37:2016);
  • l’omogeneizzazione degli approcci valutativi in tema di rischio di innesco elettrostatico, presenti inizialmente in NFPA 77 (USA) e CLC/TR 50404 (UE), ed ora confluiti nel report tecnico CLC/TR 60079-32-1:2015.

Peraltro è sempre maggiore la richiesta di sistemi ad elevata affidabilità, soprattutto in presenza di significativi rischi di esplosione (cfr. EN 15233:2007, EN 50495:2010 “figlie” dello standard base IEC 61508).

Fatte queste premesse, si è voluto proporre un seminario che comprendesse la trattazione di tali principali novità -peraltro in grande parte incluse nella III Edizione del manuale “Rischio Atmosfere Esplosive ATEX” pubblicato nel settembre 2017 dalla Casa Editrice IPSOA-WKI- suddiviso in otto unità formative ciascuna delle quali si propone di garantire l’acquisizione di una specifica competenza in tema di ATEX.

“In breve”

Cosa è: un seminario avanzato che tratterà il rischio di esplosione cercando, per quanto possibile, di fornire chiavi di lettura che consentano una “narrazione” unificante delle problematiche frequentemente riscontrabili nei luoghi di lavoro.

Cosa non è: un corso base di classificazione e rischio dovuto ad atmosfere esplosive.

Prerequisiti: per poter fruire compiutamente dei contenuti del corso è consigliabile il possesso di conoscenze in tema di direttive di prodotto “meccaniche” (2006/42/CE, 2014/34/UE), di legislazione specifica sulla sicurezza del lavoro (Titolo XI, D.Lgs. n. 81/2008) e, possibilmente, anche “un’infarinatura” di rischi di incidente rilevante (Seveso III, D.Lgs. n. 105/2015).

Contenuti: le otto unità formative

  1. Un approccio basato sulle evidenze e lo studio degli incidenti industriali
  2. L’influenza di specifici parametri di esplosività sul rischio ATEX e l’interpretazione dei risultati dei test di esplosione
  3. La classificazione delle zone a rischio di esplosione (gas, vapori) secondo la guida CEI 31-35:2012 e la nuova metodologia data dalla IEC 60079-10-1:2015. Comparazione tra risultati di classificazione (con esempi applicativi): CEI 31-35:2012, IP 15:2015, TNO-Effects, IEC 60079-10-1:2015
  4. Gli inneschi non elettrici: gli studi del Bartknecht, l’orientamento dell’US Bureau of Mines, lo studio MECHEX e gli standard EN ISO 80079-36/37:2016. Gli inneschi elettrostatici e il nuovo report tecnico CLC/TR 60079-32-1:2015
  5. I principi fondamentali nella protezione e isolamento contro il rischio di esplosione. La nuova EN 14460:2017 e la modifica nella progettazione delle strutture resistenti all’esplosione EPR ed EPSR
  6. Un problema annoso: la marcatura CE-ATEX dei filtri industriali
  7. Commento alla RTV.2 ATEX del Testo Unico di Prevenzione Incendi (DM 3/8/2015). La valutazione degli effetti di un’esplosione secondo la RTV.2.2.5 (TNT equivalente, TNO Multienergy): descrizione, valori limite di riferimento (Probit vs. DM 9/5/2001), limiti delle metodologie,  esempi applicativi. Analisi di affidabilità secondo l’RTV.2.3 (FMEA, Albero dei Guasti, FTA): descrizione, limiti della metodologia, esempi applicativi
  8. Introduzione al mantenimento della sicurezza ATEX nel tempo: la Manutenzione Orientata all’Affidabilità (Reliability Centered Maintenance, RCM) e l’integrità meccanica degli apparecchi di processo. Gli standard di affidabilità dei sistemi, “figli” della IEC 61508, relativi al rischio di esplosione: EN 15233:2007, EN 50495:2010

Docente

Ing. Marzio Marigo

Materiale del corso

A) Manuale

Marigo M. (2017), Rischio Atmosfere Esplosive ATEX, Ipsoa Ed., Milano

B) Pendrive contenente:

  1. presentazione degli argomenti oggetto di trattazione (originali elaborati dal relatore), in formato pdf;
  2. legislazione di riferimento, in formato pdf;
  3. linee guida UE, in formato pdf;
  4. elenco delle normative armonizzate alla 2014/34/UE aggiornate alla data del seminario, in formato pdf;
  5. database contenente le procedure di manutenzione che consentono di garantire l’integrità meccanica delle apparecchiature di processo (CCPS Guidelines), in formato Excel;
  6. form contente i moduli per l’elaborazione di PFMEA e DFMEA, in formato Excel.

C) Domande e risposte

Prevedibilmente l’applicazione delle nozioni presentate al corso potrà comportare dubbi o curiosità specifiche. Per un periodo di sei mesi, dalla data del seminario, i partecipanti potranno sottoporre via mail al relatore un paio di quesiti di ordine generale, relativi agli argomenti oggetto della lezione (e che non comportino risposte superiori alle 2000 battute). Tali quesiti, e relative risposte, saranno poi “socializzati”, previa debita anonimizzazione, a tutti i partecipanti al seminario attraverso la mail del corso citata nel paragrafo “modalità di iscrizione”.

Modalità organizzative

Il seminario si terrà venerdì 23/02/2018 presso l’Hotel Mercure Bologna Centro, di fronte alla Stazione Centrale di Bologna.

La tutor d’aula accoglierà i partecipanti a partire dalle ore 8:45.

La lezione sarà tenuta nel seguente orario: 9-13, 14-18.

Sono previste due pause per il coffee break (metà mattino e metà pomeriggio) e una colazione di lavoro (ore 13-14).

Al termine della lezione sarà consegnato l’attestato di partecipazione.

Quota di iscrizione

La quota di iscrizione è fissata a 400 Euro (iva e contributi di legge esclusi) e comprende la fornitura integrale del materiale indicato al punto “Materiale del corso”, i coffee break e il pranzo di lavoro.

Modalità di iscrizione

È necessario inviare una mail di preiscrizione al seguente indirizzo:

corsoatexbo.2018@gmail.com

Sarete poi ricontattati, a breve giro, con una mail di richiesta dei vostri dati di intestazione fattura, con l’indicazione degli estremi per l’esecuzione del bonifico (da fornire attraverso la compilazione di una scheda di iscrizione).

La scheda di iscrizione dovrà essere compilata e restituita appena possibile (i posti sono limitati). Il bonifico potrà invece essere eseguito entro 15 gg. prima dell’avvio del corso.

Dalla mail del corso saranno poi inviate periodicamente utili informazioni su novità, pubblicazioni, linee guida ecc. relative alle problematiche di esplosione nei luoghi di lavoro.

Conferma del corso

Il corso ha già raggiunto il numero di partecipanti minimo per l’attivazione. È quindi confermato.

ATTENZIONE: Nel caso le adesioni superassero il numero massimo stabilito si farà riferimento all’ordine cronologico di arrivo delle schede iscrizione.

 

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Rischio Atmosfere Esplosive ATEX (III Edizione)

È da pochi giorni in libreria la terza edizione di “Rischio Atmosfere Esplosive ATEX”.

Un manuale nato più di otto anni fa, ormai.

Un libro che ho cercato, fin dall’inizio, di “progettare” e “costruire” per essere un ausilio concreto e per dare un senso tecnico reale alle assunzioni comunemente adottate quando si lavora con le ATEX (ATmosphères EXplosibles).

E per poter “dare senso” all’ATEX ho avuto necessità di pormi domande.

Tante domande.

E ascoltare e comprendere le domande altrui: durante i corsi di formazione seguiti o tenuti, nel corso di sopralluoghi agli impianti, a seguito di quesiti a me sottoposti (tecnici, ingegneri, organismi di vigilanza e controllo), nel confronto con colleghi (consulenti, progettisti, processisti), in rete[1], dopo accadimenti incidentali, nei manuali studiati, nelle norme seguite.

…domande…

Moltissime domande che necessitavano di risposte adeguate e non limitate al veloce e, a volte, superficiale: “Lo dice la norma”.

Avvertivo la necessità di uno sfondo di principi di base ai quali agganciarsi per potere legare in una comune narrazione le scelte che quotidianamente facciamo.

I rilasci di infiammabili e la loro successiva dispersione, la possibilità di prevenirli in modo efficace oppure, per converso, l’esigenza di proteggere le persone dagli effetti di combustioni accidentali: tutte scelte che non possono essere improvvisate o affrontate unicamente con un approccio normo-tecnico.

E non è nemmeno ammissibile, a mio “davvero” modesto parere, l’avvicinarsi a norme tecniche complesse, rappresentanti il miglior compromesso possibile del sapere condiviso, senza una adeguata preparazione di base.

Ogni equazione, ogni assunzione contenuta in una norma tecnica è il frutto di discussioni e confronti tra pari, tra tecnici di livello.

Perdersi il percorso teorico e sperimentale che conduce un gruppo di specialisti a scegliere un approccio risolutivo piuttosto che un altro significa precludersi la comprensione profonda di quanto ci viene messo a disposizione dai normatori.

E porta a confondere la mappa (le norme e le leggi) con il territorio (la chimica-fisica, le opzioni di rilascio, le specifiche tipologie di impianto, la conoscenza storica di eventi incidentali, ecc.).

“Parigi” possiamo dire di conoscerla solo se, passeggiando, ci siamo persi (più volte!) tra le sue vie. Non certo se abbiamo acquistato l’ultima edizione della Lonely Planet.

Lo specialista dell’argomento non può essere un semplice “turista” della norma.

Lo specialista in tema di ATEX è un professionista che:

  • unisce e fa sintesi dei propri e altrui errori sul tema specifico[2]; 
  • possiede la conoscenza teorica e la comprensione fisica dei fenomeni;
  • ha contezza e sa applicare le prescrizioni specifiche date dalla normativa tecnica e di legge;
  • sa adattare le soluzioni alla tecnologia impiantistica che valuta;
  • conosce le euristiche spicciole magari apprese dai principali eventi incidentali connessi alla tecnologia che si sta analizzando.

E molto altro, per la verità.

In sintesi, e alla luce del “senno del poi”, questo lavoro è forse la testimonianza, messa in “bella copia”, del mio personale percorso di ricerca indipendente in questo specifico argomento.

Con tutti i limiti ed errori che una tale attività può portare con sé.

Spero possa essere d’aiuto anche ad altri.

Davvero e sinceramente.

Alla prossima!

[1] In alcuni forum, per esempio sicurezzaonline.it del compianto Ing. Zago e “forumfonzar” dell’inossidabile Ing. Ugo Fonzar, troverete un “Marzio” che a volte domanda. A volte risponde.

[2] Un esperto è una persona che ha compiuto tutti gli errori possibili in un campo molto ristretto (Niels Bohr)

© Marzio Marigo

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Rischio Atmosfere Esplosive (III Edizione)

Sto licenziando le ultime bozze. L’immagine qui sotto è l’ultima pagina. Uscirà a settembre.

Some facts.

Capitoli: 11

Pagine: 600

Studio di casi: 16 + 1

Esempi applicativi ed approfondimenti: 74

Tabelle: 162

Figure: 195

Allegati: 8

Come si dice? Ah, si… “Da settembre nelle migliori librerie!”

Marigo M. (2017), Rischio Atmosfere Esplosive (III Edizione), IPSOA Ed., Milano

 

 

 

 

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