Della manutenzione e delle infrastrutture

Quanto avvenuto venerdì 28 ottobre 2016 al cavalcavia posto sulla strada statale Milano-Lecco, all’altezza di Annone Brianza, in provincia di Lecco, è un triste accadimento che mette in luce problemi di vastità molto maggiore.
La stampa nazionale, “as usual”, si concentra sulle ultime ore prima dell’evento alla ricerca di presunte responsabilità da mettere in capo ad ANAS, alla Provincia o a chissà chi altro.
In realtà il problema è molto più complesso e il quadro di insieme molto più ampio.
Ci si concentra spesso sull’efficienza e la sicurezza del prodotto nuovo e si gestisce poco (per nulla?) l’obsolescenza inevitabile dell’apparecchio/struttura/impianto.
Non a caso, nell’ambito per esempio della marcatura CE delle macchine, le normative di tipo C specificano i requisiti di dettaglio del prodotto all’atto della sua immissione sul mercato, relegando gli aspetti di manutenzione preventiva a paragrafi lunghi, spesso, non più di poche righe.
E così è più in generale.
Viviamo in un Paese che possiede un “costruito” di inestimabile valore del quale, purtroppo, ne trascuriamo la manutenzione.
E le infrastrutture non si sottraggono a questa regola generale: manutenzione a guasto.
Se facciamo in tempo.
Quanto tempo ci impiega una turbina a guastarsi dal momento in cui modifica la firma vibrazionale? Da settimane a mesi, probabilmente.
E un cuscinetto che si surriscalda? Verosimilmente alcuni giorni.
Per chi voglia approfondire c’è il bellissimo “RCM II” di Moubray nel quale è descritto con precisione il significato di “intervallo di Pre-Failure”.
Detto in altri termini una qualsiasi struttura sollecitata a cicli di fatica prima di cedere catastroficamente emette quelli che vengono definiti “segnali deboli”.
Un sistema meccanico, una infrastruttura edilizia prima di guastarsi ci avverte per tempo.
E la manutenzione su condizione è finalizzata proprio a questo: individuare i segnali deboli del sistema per prevenirne la rottura.
Ci possiamo ora chiedere: qual è l’intervallo di Pre-Failure di un’infrastruttura come quella crollata in provincia di Lecco?
Anni.
La risposta è “anni”.
Non poche ore.
Come del resto emerge in questo interessante report tecnico, commissionato proprio dalla Regione Lombardia, nel quale si discute del ciclo di vita delle infrastrutture sensibili.
La manutenzione non è mai un costo.
È un investimento.
© Marzio Marigo
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3 pensieri riguardo “Della manutenzione e delle infrastrutture”

  1. rileggo proprio oggi dopo che ieri è caduto un altro ponte sulla A14.
    rimane sempre un tema attule purtroppo segno che neanche l’esperienza insegna.

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