Della manutenzione e dei viadotti

Manutenzione: combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita di un’entità, destinate a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta (Art. 2.1, UNI EN 13306:2010).

La manutenzione è questa roba qui.

Esiste quindi un “asset” che, una volta collaudato, svolge una specifica funzione (la “funzione richiesta”).

Ed esiste l’agire del tempo (fatica nei materiali, corrosione, vibrazioni, sollecitazioni termiche, ecc.) che ne degrada via via le prestazioni.

La manutenzione serve a ripristinare e a riportare al livello iniziale la “funzione richiesta” oppure, usando termini di manutenzione orientata all’affidabilità (RCM), la “funzione primaria” agendo sulle “funzioni secondarie” oppure ancora, riferendoci alla direttiva macchine 2006/42/CE, discuteremo di “funzione ben determinata”.

E’ presente peraltro una specifica terminologia affidabilistica, nell’ambito dei sistemi tecnologici riparabili, definita manutenzione AGAN (AS GOOD AS NEW) la quale, cioè, ripristina integralmente la funzione e riallinea al minimo il tasso di guasto.

Tutto questo panegirico per chiarire che quello di cui si discute relativamente al viadotto Morandi non è “manutenzione”.

Non lo è mai stata.

Share

Un pensiero riguardo “Della manutenzione e dei viadotti”

  1. E’ forse venuto il momento di parlare di obsolescenza delle opere?
    Sarà mai possibile una cosa del genere in un Paese dove il “mattone” è una forma di investimento e la casa è per sempre?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.