Case history: esplosioni non ATEX

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L’esplosione che si vede ha avuto luogo in una stazione di rifornimento brasiliana l’11 aprile 2017.

Difficile dal filmato risalire alle cause.

In questo caso, però, non c’entrano telefonini o scariche elettrostatiche poiché NON è certamente un’esplosione di ATEX. Non si vedono infatti fiamme e la miscela non ha dato luogo a combustione.

L’idea è che ci sia stato un vero e proprio scoppio fisico del recipiente contenente gas naturale in pressione (almeno 220 bar) in fase di rifornimento (credo sia CNG, non pare, infatti, tenda a stratificarsi al suolo come farebbe il GPL).

Le varie fonti pare si orientino su tre possibili cause per l’incidente:

  • installazione post-vendita difettosa dell’impianto CNG;
  • cedimento a fatica del recipiente di CNG;
  • effetto del gas reale rispetto alle previsioni di gas ideale.

Purtroppo c’è stato almeno un decesso (la donna presente al lato passeggero, non visibile dal filmato) oltre alle ferite gravi riportate dalla persona scaraventata a terra.

Peraltro non sono proprio una novità gli scoppi fisici dei recipienti a pressione contenenti CNG e destinati alla trazione stradale.

Per determinazione degli effetti di uno scenario simile si utilizza di norma l’equazione di Brode che restituisce, in questo caso, valori catastrofici, come del resto le immagini, più di tutto, evidenziano.

© Marzio Marigo

PS – Ovviamente in questo post, come del resto in tutti i precedenti, non si vuole entrare nel dolore personale che una simile tragedia determina. La nostra è una posizione di rispetto assoluto dei sentimenti altrui volendo tuttavia fornire elementi di comprensione dell’evento incidentale. Conoscere il passato, a volte, può evitare il ripetersi nel futuro. 

In primo piano: Rischio Atmosfere Esplosive ATEX. Le novità recenti, i metodi e le applicazioni (Bologna, 23/2/2018)

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2 pensieri riguardo “Case history: esplosioni non ATEX”

  1. Ciao Marzio,
    ho appena ordinato la mia n-esima auto a CNG (metano) e quando ho visto il filmato son rimasto spiazzato.
    Non è la prima volta che succede.
    Credo che il primo incidente in Italia risalga al 1991 quando una bombola è scoppiata (non ricordo se sia esplosa) distruggendo l’auto in corso e uccidendo l’autista. Si parlava di auto con impianto installato da officina autorizzata. Da quel che ricordo (sono cresciuto in una officina di impianti a metano) la bombola aveva un difetto di materiale (non ne sono sicuro). Mi pare avesse 6 anni di esercizio.
    In Italia, le revisioni delle bombole si fanno ogni 4 anni (prova idraulica): smonti la bombola, la porti nel centro ENI, la collaudano e se passa il test ok, altrimenti si butta via. Lo fanno anche gratis (a parte il lavoro di smontaggio e rimontaggio!).
    L’incidente che vedi nel video
    https://www.youtube.com/watch?v=54ygzif4lVY
    è capitato nel 2016 in Germania. In Germania le bombole si collaudano dopo 10 anni. Peccato che l’uso del “sale d’inverno” (in Germania fa parecchio freddo) abbia ridotto lo spessore del serbatoio portandolo al cedimento strutturale e allo scoppio.
    Hanno fatto una campagna di recall di tutte le auto a metano in giro per il mondo (a me son arrivate ben due raccomandate) raccomandando la sostituzione quanto prima.
    Per fortuna in Italia ogni 4 anni le collaudiamo.
    Quel che è successo in Brasile potrebbe essere generato dal mancato collaudo unito all’aumento di pressione che in 10 minuti passa da un valore di pressione atmosferica (se sei vuoto) a 216 bar con aumento anche di temperatura del materiale.
    In questi anni sono passati al composito ma, sempre in Germania, dicono che basta un controllo visivo dello stato della bombola come collaudo! In Italia il controllo visivo non è ben visto e le bombole spesso vengono cambiate e costano un botto!
    Che dire: se fai il collaudo fai prevenzione ed eviti incidenti come quelli visti.

    1. Buongiorno Roberto
      grazie del commento.
      In effetti il filmato lascia perplessi. Soprattutto perché non si conoscono le cause precise di quanto accaduto.
      Certo è che nel momento in cui una tecnologia viene prodotta in milioni di esemplari tutto ciò che può accadere, accade. Anche gli eventi con probabilità di accadimento minima.
      Purtroppo.
      Sulle bombole in materiale composito, pur comprendendo i vantaggi in termini di peso… non so.
      Da vecchio meccanico ho sempre una certa perplessità quando vedo adottare materiali che non possiedono limite di fatica.
      Ciao

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