Caro costruttore…

…di impianti soggetti a direttiva ATEX.

È ormai diffusa l’interpretazione che se il tuo impianto non è collocato “IN” atmosfera esplosive ma contiene tuttavia un’ATEX (gas, vapori o polveri combustibili non sposta il problema) non vi è alcuna necessità di marcatura CE-ATEX.

Così dicono le linee guida e questa è la posizione dei principali costruttori in materia: va bene. È cosa tecnicamente motivata e… ok.

Ma questo, tuttavia, non ti autorizza, caro costruttore, a fare ciò che vuoi all’interno del tuo impianto, ok?

Perché poi quell’impianto andrà a collocarsi in un luogo di lavoro.

Tu, caro costruttore, sei comunque tenuto ad installare, nell’ATEX interna ai contenimenti, apparecchi elettrici e non elettrici in categoria compatibile con la zona classificata.

E quindi le cose che non si dovrebbero fare sono le seguenti, secondo me:

  1. adattare la classificazione della zona interna a ciò che hai disponibile a magazzino: non si fa. PRIMA si classifica l’interno e poi, solo POI, si scelgono le categorie degli apparecchi. Il viceversa non è consentito e se Clausius o Boltzmann fossero ancora tra noi ti direbbero che violi il secondo principio della termodinamica confondendo la causalità con la casualità.
  2. Se nel tuo impianto installi apparecchi meccanici autocostruiti (per miscelare, trasportare, ecc.) questi NON hanno alcuna esenzione in termini di marcatura CE-ATEX. Pare una cosa chiara e limpida, ma a volte sembra non lo sia affatto. Se installi una coclea o un agitatore che ti autocostruisci, tale accrocchio dovrà essere marcato secondo la procedura prevista. Se l’apparecchio meccanico lavorerà in zona 21, per esempio, dovrà essere di categoria 2 D e sarai tenuto alla valutazione del rischio e al deposito del file tecnico presso l’organismo notificato; è chiaro giusto? Giusto?
  3. Il fatto di non essere tenuti a dare evidenza sulla marcatura della categoria interna del tuo apparecchio non ti mette a disposizione l’opzione “do nothing”. No, questa non è tra le scelte possibili.
  4. E se, per caso, il tuo apparecchio che contiene l’ATEX ma non è installato in zona classificata ha la necessità di protezione ed isolamento contro il rischio di esplosione, non è che tali sistemi si installano “a sentimento”. Non si sceglie la resistenza del contenimento per adattarla alle prestazioni del tuo sistema di protezione ma si fa il viceversa: si adatta il sistema di protezione alle performance di resistenza del tuo apparecchio. Hai qualcuno all’interno della tua organizzazione che abbia sostenuto gli esami di “Scienza delle costruzioni” di “Costruzione di macchine” e di “Dinamica delle strutture” all’Università? Chiedi a lui. Qualcosa, su questo, ti potrebbe dire.

Insomma, caro costruttore, scusa lo sfogo.

Posso comprendere le esigenze di un mercato folle e spesso non controllato.

Ma, purtroppo, non le giustifico.

Senza acrimonia.

Ciao

Marzio

PS – So che la maggioranza ottempera correttamente alle disposizioni cogenti della normativa sulla sicurezza degli impianti. Questo post non è, chiaramente, destinato a loro.

Vivi o lavori nell’area di Milano e sei un po’ preoccupato per l’ormai molto prossima entrata in vigore definitiva della nuova norma di classificazione CEI EN 60079-10-1:2016 (13 ottobre 2018)Preiscriviti al corso che terrò a Milano, all’Hotel IBIS, il 25 maggio 2018! Tra gli argomenti trattati la IEC 60079-10-1:2015 avrà il suo “palchetto d’onore”. Invia quindi una mail di interesse a:

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